Dalla Grecia ai tempi nostriLe tecniche di memoria affondano le proprie radici in tempi molto antichi e chiunque pensi che abbiano avuto origine negli Stati Uniti cade in un errore banale. Sebbene gli americani siano da tempo cultori dell’arte delle memoria e la diffondano nelle proprie strutture educative con maggior enfasi rispetto agli europei, non implica che ne siano i creatori.
Le mnemotecniche non hanno sempre goduto dell’ampio credito di cui godono adesso.
Oggi, pur non essendo ancora riconosciute come materie fondamentali e quindi scolastiche, stanno guadagnando spazio e rispetto nel mondo della cultura. In Italia sono ovviamente conosciute da migliaia di anni, ma solo da una trentina sono diventate oggetto di corsi e possono essere apprese da chiunque lo desideri.
Il merito degli studiosi statunitensi è stato principalmente quello di avere capito quale grande valore aggiunto fosse applicare una strategia che permettesse di utilizzare meglio le proprie capacità cerebrali.
Poche persone lo sanno, ma già da alcuni anni si svolgono dei singolari eventi mnemonici: le “Olimpiadi delle memoria”, chiamate anche “Memoriadi”. Si tratta di prove di memoria che vanno dal ricordo di nomi di persone, a quello di lunghi numeri senza alcun senso, a poesie, sequenze di carte da gioco e altro ancora.
L’edizione delle Memoriadi del 1987 si è svolta in Italia e dieci anni dopo, nel 1997, si è tenuta a New York. Oggi le Olimpiadi delle memoria si svolgono regolarmente in concomitanza con le classiche olimpiadi sportive, perché non sono solo i muscoli ad avere bisogno di allenamento!
La giovane Tatiana Cooley, vincitrice delle Memoriadi del 1997, nell’intervista che rilasciò dopo la sua vittoria, svelò i suoi segreti: concentrazione, associazione, visualizzazione e passione per tutto ciò che è apprendimento!
La memoria per tramandare le conoscenze
Da tecniche di memoria a metodi di apprendimento rapido
Se l'insegnamento è basato sulle domande, gli studenti apprendono meglio.
Il Consiglio dei Ministri discute oggi la possibilità di creare un nuovo sistema di valutazione basato sul merito e sulle competenze di ciascun laureato.





